domenica 18 febbraio 2018

Atlante delle Isole Remote - 17/50 - Oceano Indiano - "Amsterdam"

"Alfred Van Cleef voleva assolutamente andarci, sull'isola che porta il nome della sua città natale, nel posto che sentiva essere adatto a lui. La traversata durò solo un paio di settimane, la lotta per ottenere l'autorizzazione a visitare l'isola otto anni".


Isola Amsterdam (Francia)

37° 50' S
77° 33' E

Superficie: 58,00 kmq
Popolazione: 25 abitanti


L'isola "Amsterdam", assieme a quella di "St. Paul" sono le isole più recenti dei Territori del Sud francesi. Entrambe sono di origine vulcanica e ognuna rappresenta la sommità emersa di un vulcano marino, parte della quale è crollata, lasciando una ripida scogliera alta 700 mt.

L'Isola Amsterdam deve il suo nome al navigatore olandese Van Diemen che nel 1633 diede all'isola il nome della sua barca, la "Nieuv Amsterdam"

La Francia ne prese possesso nel 1892.


Coprendo un'area di 58 km², l'isola di Amsterdam, massiccia, circondata da ripide scogliere, ospita sulla parte settentrionale dal 1950 una stazione scientifica francese permanente "Martin de Viviès" dove alloggiano una ventina di scienziati che sono presenti tutto l'anno a rotazione. 
Si tratta dell'unico luogo di insediamento umano dell'isola.


Se vi pungesse vaghezza di andare ad osservare i Diomedea Amsterdamensis, una specie in pericolo critico noto come l'Albatro di Amsterdam, dovreste assolutamente andare in quello che è ritenuto il luogo privilegiato per questa attività, che è la Punta di Entrecasteaux, dove si trova una scogliera in cui nidificano.
Esso si riproduce ogni due anni. Entrambi i genitori covano l'uovo per 80 giorni, dandosi il cambio ogni settimana. Il pulcino viene covato ancora per un mese e diventa in grado di volare all'età di 230 giorni. All'inizio viene nutrito dai genitori ogni tre giorni: in seguito questo intervallo si dilata sempre più. Quando raggiunge il picco di peso è molto più pesante dei genitori, ma consuma le riserve extra durante i primi tentativi di volo. Dopo aver imparato a volare, il giovane esemplare rimane in mare per circa 5 anni prima di tornare alla colonia e iniziare a riprodursi qualche anno dopo il suo ritorno. Il corteggiamento è molto simile a quello dell'albatro urlatore.
A causa della sua rarità, la dieta e la distribuzione di questo albatro non sono note con certezza. Sappiamo solamente che nel periodo di cova gli esemplari che devono nutrire il piccolo coprono lunghe distanze attraverso l'Oceano Indiano, spingendosi anche a 2400 km di distanza dal nido
Tuttavia l'isola dove si riproduce l'albatro di Amsterdam è divenuta un luogo pericoloso per questo uccello in seguito all'introduzione di gatti rinselvatichiti. 

No, dico, pensa te che sfiga, te sei lì che sopravvivi a stento in un'isola sperduta e semideserta in mezzo all'oceano e non ti vanno a smollare dei gatti affamati che iniziano a darti la caccia?


Oltre all'Albatro di Amsterdam però potrete trovare anche:
     l'albatro dal becco giallo
     il fuligginoso albatro su un dorso scuro.
     il pinguino saltatore subtropicale
     la procellaria gigante (passaggio occasionale senza nidificazione)
     lo Skua subantartico
     la Sterna subantartica.
 

Ci sono però anche mammiferi marini, con una grande popolazione di leoni marini (Arctocephalus tropicalis) e elefanti marini che arrivano sulla costa dell'isola per riprodursi.  
In inverno, le acque possono essere frequentate da foche leopardo, una specie di foche trovato più in Antartide e le isole più meridionali.  
In estate, è possibile osservare le orche.



Viveva qua anche una mandria di diverse centinaia di mucche selvatiche, discendenti di un allevamento tentato da Reunion Heurtin nel diciannovesimo secolo. I bovini furono abbandonati sull'isola dopo la partenza di quest'ultimo, e si riprodussero fino a modificare seriamente l'equilibrio naturale, in particolare la flora, facendo praticamente scomparire l'unica specie di albero presente. 
Successivamente è stata condotta una importante campagna di riduzione del bestiame, e quello rimanente è stato confinato in una parte dell'isola, grazie a un lungo recinto.

Altre specie esogene sono arrivate sull'isola, come ad esempio i ratti, giunti con barche da pesca nel XVIII e nel XIX secolo e ovviamente i succitati gatti, che successivamente divennero selvaggi, che furono introdotti con il preciso scopo di limitarne la popolazione.


L'idea di creare una base scientifica risale al dopoguerra, che ha mostrato la necessità di conoscere il tempo in questa regione del mondo. Nel dicembre 1949, Martin de Viviès installa una base meteorologica che si espanderà ad altre ricerche scientifiche e ora porta il suo nome. La base verrà ricostruita tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60: l'isolamento e la lontananza di tutte le attività umane lo rendono una delle due basi mondiali per misurare l'inquinamento di fondo dell'atmosfera.
 
 






E ora veniamo al dramma da cui eravamo partiti:

Alfred Van Cleef, l'ultimo discendente di una famiglia di ebrei olandesi, impara che non è in grado di avere figli. Cerca perciò di scappare dal mondo civile, per andare a rifugiarsi nel posto più remoto del pianeta, lontano dalle coppie della sua città di Amsterdam che si riproducono allegramente.
Van Cleef, nel suo tentativo di fuggire dalla frenesia sessuale dell'umanità, sceglie un'isola proibita nell'Oceano Indiano, uno dei luoghi più isolati del mondo, abitata solamente da un gruppo di 36 uomini, senza donne..
  
Tuttavia in questo ambiente naturale, incontra una società di accoppiamento attivo di albatros, rotiferi, elefanti marini e foche di pelliccia e, per la maggior ironia della sorte, i rotiferi bdelloidi, una specie interamente femminile in grado di riprodursi interamente senza l'aiuto dei maschi.
Quando si dice la sfiga.


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