giovedì 28 gennaio 2016

Cà di Veroli - Rio Salso - Monte Piano - Quadalto 2.0

Vi ricordate del bel giretto che abbiamo recensito in data 24 ottobre 2014?
Bei tempi eh? giàggià, eravamo tutti più giovani, atteggiamento scanzonato, capelli lunghi e la discomusic che muoveva i primi passi con la mitica "KC and the sunshine band" che ci faceva dimenare come degli ossessi nelle piste da ballo della riviera fino al mattino.
Come?
Non era il 2014?
Ah, però, vedi come passa il tempo, sembra ieri che ballavamo I'm Your Boogie Man e ora invece è già quasi San Remo 2016.
Vabbè.
Dicevo del giretto che facemmo allora, con il tentativo di unire la prima parte della salita da "Cà di Veroli" fino al "Monte Piano" con la bella discesa finale di ritorno su Cà di Veroli, ecco, allora non fu proprio una esperienza propriamente ciclistica, per cui ci riproviamo, con risultati decisamente migliori nel tratto di ritorno dal Monte Piano alla discesa fiale.


Quella in grassetto viola è la nuova traccia, quella in viola normale è la vecchia.

Partenda dal ponticello sul torrente "Rio Salso", nei pressi di "Cà di Veroli".


risalendo il sentiero CAI 213 che fiancheggia il torrente ghiacciato come dei giovani salmoni,



raggiungiamo i ruderi di "Riacci" (641 mt. slm)




e proseguiamo la salita fino a raggiungere il "Rio Salso", inteso come agglomerato di edifici che ne porta il nome


e poi continuiamo a salire fino al passo a quota 992 slm


dove al quadrivio giriamo a SX lungo il sentiero CAI 201
fino all'incrocio successivo, quello sul "Monte Piano", dove imbocchiamo il sentiero che parte proprio dietro alla croce di metallo che si trova lì da una parte;
questo sentiero, che ci offre dopo pochi metri uno splendido scorcio panoramico sulla vallata, si ricongiunge poi poco dopo al sentiero principale CAI 197




poi dopo un pò bisogna fare attenzione alla deviazione a DX che dobbiamo imboccare, e da qui inizia la parte veramente inedita del giro, da ora in avanti, per un bel pò, si lascia il sentiero CAI che avevamo seguito per seguire una nuova traccia


ad un certo punto, dopo essere scesi in mezzo al bosco, fate attenzione al filo spinato che si trova in questo punto







fino a raccordarci al sentiero CAI 203
dove superiamo i ruderi di "Piangoce"


e naturalmente quelli di "Quadalto",
per poi affrontare la spericolata discesa finale che conduce al punto di partenza del giro.

Beh, grazie a chi si è prodigato alla pulizia del sentiero.



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3 commenti:

  1. Ma... ma... quale diavoleria si compie in quelle lande che tinge la terra di bianca polvere? Son terre maledette, quelle? Arditi siete, oppur inconsci. Che mai si vide a memoria d'uomo tal guisa di fenomeno in terre del civil mondo. E comunque, ecco, me potevo comprà pure 'na Punto, a 'sto punto.

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  2. Si beh, trattasi di un fenomeno naturale che qua chiamano neve, che cade solo negli anni bisestili nelle valle più selvagge dell'appennino Tosco Romagnolo. Una leggenda vuole che nel 1929, in una nota località turistica balneare nomata Rimini, nevicò per ben cinque giorni di fila, dall'11 al 14 febbraio, ma è solo una leggenda naturalmente, non può essere accaduto veramente.
    Oibò ... ma ma siamo solo al primo febbraio, veh che fa ancora in tempo ... montato le gomme termiche?

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  3. No, ho montato quelle a-termiche. Quelle che rimangono fresche e non risentono del clima torrido di questo mese d'estate.

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